Grattacieli in mattoni

Possono i moderni grattacieli competere con i loro «antenati» in muratura? Possono gli architetti e gli ingegneri di oggi eguagliare la bravura degli anonimi «maestri di muro» medioevali? Pensiamo di no. La nostra turrita Bologna ce lo conferma. Le nuove tecnologie e i nuovi materiali non possono gareggiare con la bellezza e la suggestione che le nostre rosse torri trasmettono al visitatore.

A Bologna occorre rivolgere spesso lo sguardo in alto, là dove contro il cielo svettano non solo le due torri più note, l'Asinelli (m.97 ca.) e la Garisenda (m.47 ca.), in piazza Ravegnana, ma anche tante altre disseminate nel centro storico, alcune a sè stanti, altre inglobate in vecchi palazzi.
Alcune, purtroppo, sono state demolite all'inizio del secolo scorso: una scelta discutibile come quella dell'abbattimento delle mura. Testimoni di un passato burrascoso, luoghi di offesa e di difesa, prendono il nome dalle famiglie del Basso Medioevo che le fecero costruire: Azzoguidi, Prendiparte, Scappi, Conoscenti, Catalani, Alberici...
Tutte in mattoni, con la base in blocchi di selenite, le potete trovare all'improvviso svoltando per un vicolo (torre Catalani) o osservando una piazza (torre Toschi in piazza Minghetti).

In alcune potete anche entrare: la salita sull'Asinelli è consuetudine consolidata, mentre nella torre Azzoguidi potete mangiare una pizza e nella torre Galluzzi potete acquistare un libro.
A voi la scelta!

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