I bolognesi lo chiamano «Il Gigante»

È alto 3,20 metri e pesa 22 quintali il Nettuno in bronzo che dal 1566 fa bella mostra di sè nella piazza omonima, sulla quale si affacciano il Palazzo Comunale e il Palazzo di Re Enzo.

Opera dello scultore fiammingo Jean de Boulogne, detto il Giambologna, seguace di Michelangelo, il Gigante fa da coronamento alla fontana del Laureti, costruita con il duplice scopo di abbellire la città e di fornire l'acqua per il mercato che, a quei tempi e fino all'Ottocento, si svolgeva qui.

Il dio marino è rappresentato, nudo e muscoloso, con il tridente nella mano destra, mentre con la sinistra protesa in avanti sembra voler comandare alle acque.
Dello stesso artista le altre sculture bronzee che ornano l'alto piedistallo: quattro putti con delfini, alternati a quattro mascheroni, e altrettante sirene con le mani che sorreggono i seni.
Un gioco di zampilli movimenta la scena e scende nella grande vasca quadrangolare, di marmo bianco come il piedistallo.

Se poi volete conoscere la fanciulla che i bolognesi chiamano «la moglie del Gigante», la troverete ai piedi della Montagnola tra le due scalinate di accesso. È una ninfa sensuale, aggrappata ad un poderoso cavallo marino che adorna una fontana di fine Ottocento.

Più volte, nel corso dei secoli, il nostro Nettuno è stato oggetto di battute salaci che prendevano di mira la sua nudità e i suoi attributì virili, ma lui continua, ieri come oggi, a guardarci con fierezza dall'alto del suo podio, incurante dei commenti e degli sguardi maliziosi dei passanti.

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