Le Mura di Bologna

Le mura bolognesi: tre volte innalzate, tre volte abbattute perché la città si era estesa e...il vestito era diventato troppo stretto!!!
Sempre ha avuto la meglio l'aspetto difensivo, non certo quello estetico.
Appunto per questo all'inizio del '900, tra un coro di proteste degli intellettuali e amanti della «bolognesità», fu ritenuta inutile dal Comune l'ultima cerchia in mattoni del Trecento.
Se venite a Bologna, ne potete ammirare i tratti superstiti percorrendo i viali di circonvallazione. Vi consigliamo la bicicletta, o l'auto, o l'autobus perché vi aspetta un tragitto di circa 7,5 Km.

Un primo tratto, partendo da nord, fiancheggia l'autostazione. Più avanti, tra le porte Mascarella e S.Donato, trovate quello più lungo (m.566), ancora intatto, risparmiato dalla distruzione perché recintava l'Orto Botanico. Qui potrete rendervi conto dell'imponenza delle mura: 9 m. di altezza!

Via via troverete altri tratti più corti. Interessante quello tra le porte S.Stefano e Castiglione, addossato alla chiesa del Baraccano, l'unico che presenti ancora la merlatura guelfa che coronava tutta la cinta fortificata.

Un altro tratto di indubbio interesse lo troverete tra le porte S.Isaia e S.Felice, alla Grada, dove il canale di Reno entra nel centro storico.

Ritornati al punto di partenza, presso l'autostazione, lasciate il vostro mezzo di trasporto e proseguite a piedi, addentrandovi nel centro storico.
Della seconda cerchia in mattoni, cosiddetta del Mille (in realtà del sec. XII), troverete l'unico tratto superstite in piazza Verdi, addossato all'oratorio di S.Cecilia.

Restano anche quattro porte risparmiate dalla distruzione: sono i Torresotti che scoprirete facendo, in seguito, il giro specifico delle porte.

Della prima cerchia, le «mura di selenite», costruite non si sa da chi e quando (forse dai Longobardi o dai Bizantini), potrete osservare un tratto di circa 8 m. d'altezza in via Manzoni n.6. Ammirerete i grossi blocchi di selenite sovrapposti a secco, gli stessi usati, poi, per le basi delle torri.
Avrete così fatto un tuffo a ritroso nel Medioevo bolognese, toccando con mano la maestria antica di chi sapeva sfruttare le risorse locali: i mattoni, i ciottoli di fiume (li vedrete nei monconi che mostrano la parte interna delle mura), la selenite del nostro Preappennino.

Buona esplorazione!

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