Raffaello a Bologna

Siamo certi che il nome della nobildonna bolognese Elena Duglioli Dall'Olio non vi dice nulla.
Eppure Bologna le deve molto. Fu lei, infatti, a commissionare la pala d'altare raffigurante l'«Estasi di S.Cecilia» di Raffaello(1515-1518).
Quando morì nel 1520 fu sepolta nella chiesa di S.Giovanni in Monte, nella cappella di S.Cecilia dove era collocato il quadro. Come la santa, anche lei era stata casta nel matrimonio: una devozione nata, forse, per questa analogia.

Oggi il dipinto non è più lì ,sostituito da una copia. Trafugato da Napoleone e inviato a Parigi, tornato a Bologna nel 1815, lo potete ammirare nella Pinacoteca Nazionale (in via delle Belle Artì), nella sezione del Rinascimento.

In origine su tavola, trasferito su tela all'inizio dell'Ottocento, questo grande quadro ad olio ci mostra al centro S.Cecilia con lo sguardo rivolto verso il cielo, rapita dall'incanto di un coro di angeli. Alla sua destra S.Paolo e S.Giovanni Evangelista, alla sua sinistra S.Agostino e Maria Maddalena. La santa regge un vecchio organo portatile e ai suoi piedi sono disposti in disordine vari strumenti musicali,anch'essi in cattivo stato.

Evidente il simbolismo: la musica terrena è caduca e non può reggere al confronto con quella celeste.
L'opera fu ammirata moltissimo dai Carracci e da Guido Reni: numerose le copie che ne derivarono e notevole il suo influsso sul classicismo seicentesco emiliano.
Venite anche voi a contemplare la S.Cecilia di Raffaello: ne rimarrete...estasiati!

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