Faenza: non solo ceramica

Da Bologna, uscendo da porta Maggiore, è facilmente raggiungibile in breve tempo una tra le più graziose cittadine «a misura d'uomo» della Romagna: Faenza.
Come Ferrara e Ravenna, anche questo piccolo centro si può esplorare a piedi o in bicicletta in tutta tranquillità.

Per godervelo al meglio vi suggeriamo di iniziare dalle due piazze della Libertà e del Popolo, da cui si diramano ad angolo retto le quattro vie princpipali che dividono l'abitato nei quattro rioni di origine medioevale: rosso, verde, giallo e nero. Ad essi si è aggiunto il rione bianco (Borgo Durbecco) al di là del fiume Lamone. Sono i quartieri che ogni anno, nella quarta domenica di giugno, partecipano al Palio del Niballo, l'antica giostra di cavalieri di origine medioevale.

Sul lato est della piazza della Libertà, preceduta dall'alta scalinata ottocentesca, s'innalza la facciata incompiuta del Duomo, eretto dall'architetto fiorentino Giuliano da Maiano (sec. XV). Solenne l'interno con rimaneggiamenti e aggiunte dei secoli successivi.
Ammirata la fontana barocca con i tre leoni rampanti in bronzo, entrate nella piazza del Popolo, fiancheggiata sui lati maggiori da un duplice ordine di eleganti loggiati, ai quali sono addossati il Palazzo del Podestà e il Palazzo Municipale: qui troverete le più evidenti testimonianze della Signoria dei Manfredi.

Imboccate, poi, corso Mazzini e svoltate a destra su corso Baccarini: lì visiterete il Museo Internazionale delle Ceramiche, nato nel 1908, la maggiore attrattiva turistica faentina.
Ricche le collezioni ivi conservate, da quelle rinascimentali a quelle più moderne, e pregevoli anche le mostre temporanee qui allestite.
A questo museo si aggiungono altre bellezze,non ultime quelle dei suoi palazzi nobiliari. In particolare vi segnaliamo Palazzo Milzetti in via Tonducci, sede del Museo Nazionale dell'età neoclassica in Romagna, un prezioso gioiello architettonico con decorazioni in stucco e ad affresco di fine Settecento/primi anni dell'Ottocento.

Dulcis in fundo...una capatina sulle dolci colline a sud di Faenza. Perché non salire a Brisighella e percorrere la «via degli asini»?Un'esperienza unica: una strada coperta e sopraelevata, testimonianza di un remoto passato.


(photo credit: laboratoriofaenza)

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